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PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI AMEDEO LEPORE “LA CASSA PER IL MEZZOGIORNO E LA BANCA MONDIALE.UN MODELLO PER LO SVILUPPO ECONOMICO ITALIANO” ED. RUBBETTINO – 15 FEBBRAIO 2014 BIBLIOTECA NAZIONALE – POTENZA

//PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI AMEDEO LEPORE “LA CASSA PER IL MEZZOGIORNO E LA BANCA MONDIALE.UN MODELLO PER LO SVILUPPO ECONOMICO ITALIANO” ED. RUBBETTINO – 15 FEBBRAIO 2014 BIBLIOTECA NAZIONALE – POTENZA

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI AMEDEO LEPORE “LA CASSA PER IL MEZZOGIORNO E LA BANCA MONDIALE.UN MODELLO PER LO SVILUPPO ECONOMICO ITALIANO” ED. RUBBETTINO – 15 FEBBRAIO 2014 BIBLIOTECA NAZIONALE – POTENZA

“La Cassa per il Mezzogiorno e la Banca Mondiale. Un modello per lo sviluppo economico italiano. Edizioni Rubbettino” è un interessante saggio di Amedeo Lepore, docente di Storia Economica presso la Seconda Università di Napoli. Il volume,presentato nella sala conferenze della Biblioteca Nazionale di Potenza , si inserisce autorevolmente nel filone di studi inaugurato nel 2003 dal Premio Letterario Basilicata, con l’istituzione di una sezione dedicata all’Economia Politica e al Diritto dell’Economia presieduta da Adriano Giannola.
“Il premio di Economia è un germoglio del Basilicata divenuto in breve tempo un virgulto robusto -dice Santino Bonsera, Presidente del Circolo Silvio Spaventa Filippi e del Premio Basilicata- nel giro di pochi anni, infatti, ha conseguito una precisa configurazione nell’ambito dei premi dedicati all’Economia e ha fornito uno specifico supporto alla riflessione sulle problematiche del Mezzogiorno nella prospettiva della globalizzazione. ”
Il libro di Lepore analizza, attraverso una documentazione inedita, gli effetti e l’apporto della Cassa per il Mezzogiorno, istituita nel 1950 con lo scopo di favorire la realizzazione di opere straordinarie nel Meridione potenziando le infrastrutture, l’industria, risorse naturali e ambiente. La Cassa è stata soppressa, dopo varie proroghe nel 1984, ma ancora oggi rappresenta uno straordinario esempio della collaborazione realizzatasi tra Italia e Usa e pone l’accento sull’interesse manifestato in quel tempo dagli Stati Uniti nei confronti del Mezzogiorno.
“La documentazione analizzata da Lepore – afferma Marco Paolino Docente di Storia Contemporanea dell’Università della Tuscia- si inserisce all’interno della nuova stagione inaugurata da Bill Clinton e poi portata avanti da altri Presidenti. Nel testo c’è la percezione che il governo americano ha del Mezzogiorno; è una percezione nuova che apre uno sguardo globale poiché la Cassa è vista come un modello a livello mondiale utile a favorire lo sviluppo delle aree arretrate. Nell’ottica dell’economia globale non possono esserci, infatti, aree arretrate perché ciò mette in discussione l’intero equilibrio economico.”
L’economista Pasquale Saraceno, uno dei più convinti assertori e sostenitori della Cassa per il Mezzogiorno, mirava, infatti, a una forte connessione tra sistema economico italiano e sistema internazionale in perfetta sintonia con il modello proposto da Paul Rosenstein-Roden che, dalla Banca Mondiale, guardava all’internazionalizzazione dell’economia del Sud come a una sfida e non come un limite. A partire dal 1975, tuttavia, questa prospettiva pare declinare e ha inizio una stagione molto difficile per il Meridione che, non tenendo più il passo con il Nord, arretra e getta le basi dello storico divario Nord-Sud.
“Oggi più che mai l’Europa ha bisogno del Mediterraneo che rappresenta davvero una grande opportunità – conclude Adriano Giannola Presidente Svimez -urge un progetto ampiamente condivisibile che porti l’Unione europea a rilanciare l’Italia e, a tal proposito, l’Italia meridionale può davvero svolgere un ruolo determinante. Ma per fare ciò occorrono scelte radicali:il meridionalismo è l’unico discorso sensato a livello nazionale ed è il massimo del pensiero sopravvissuto.”
“L’Italia risolverà i suoi problemi quando finalmente capirà che il Sud è una risorsa e non una zavorra – ribadisce Vito Santarsiero, Sindaco di Potenza e neoconsigliere regionale.”

2014-04-08T13:30:18+00:00