Ballata e morte di un capitano del popolo

Luigi Compagnone, 1974, Rusconi

da sinistra Luigi Compagnone intervistato da Luciano Luisi

da sinistra Luigi Compagnone intervistato da Luciano Luisi

Il Compagnone, che ha esordito nel ’46 con “La Festa” e ha ottenuto il premio Marzotto nel ’54 con “La vacanza delle donne”, si è affermato come una delle voci più singolari della nostra narrativa in quel filone  che si riconosce come napoletano, con una serie di opere (quattordici titoli e premi come il Napoli di Cianciano, il Selezione Campiello e il Villa San Giovanni) in bilico fra un impatto fantastico con la realtà, fino al limite della favola, e un sofferto sentimento della storia affrontata talvolta con piglio picaresco. In questa “Ballata e morte” i due modi della sua visione si compongono in un felice impasto che l’autore stesso definisce